La terra di Maria - La Sicilia - Santuario Madonna di trapani Messina

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La terra di Maria - La Sicilia



La terra di Maria


La Sicilia si può definire la “ Terra di Maria “.


Non vi è città, paese, villaggio, non vi sono monti, pianure, boschi, dove non vi sia almeno un angolino dedicato alla Madonna.

In ogni provincia esiste più di un Santuario dedicato alla Gran Madre di Dio, in ogni città o paese è stato costruito più di un tempio consacrato alla Vergine Santissima.
I Santuari Mariani, dai più sontuosi ai più modesti e  nascosti, sono tutti frequentati e quotidianamente visitati. Il culto, la devozione, l’amore per Maria, Madre del Figlio di Dio, esaltano la fede e la vita della gente di Sicilia.
Documenti famosissimi ne danno una testimonianza evidente.  Messina vanta di possedere molti Santuari dedicati a Maria.
Uno molto rinomato, tra l’altro facente parte ad uno dei Mille Santuari Mariani Italiani, è il Santuario della Madonna di Trapani. Dal Viale Regina Margherita si risale il Torrente Trapani e, superata la Contrada Cappuccini (dove sulla destra si trova il campo di atletica leggera), si prosegue verso l’alto sulla collina. Si precisa che oggi è un Viale, mentre anticamente era solo la cosiddetta  “ Trazzera  dei Guarnera ”, la quale ha inizio dalla sponda sinistra con ingresso dalla ex proprietà dei “ Mannamo “ (poi Caruso, oggi Violi), dove esiste una interessante fontana rustica a parete,  probabilmente fatta realizzare dal nobile Salessio Mannamo (che a Messina esercitò l’attività di notaio), la quale adornava il giardino della sua casa.

Fontana "Mannamo" (1794)


Si continua a risalire il Viale Trapani e, dopo aver preso la strada in terra battuta, si arriva al Santuario della Madonna che anticamente diede il nome al torrente ed al vicino abitato.
L’alta valle del Trapani, altura a forma di conca chiusa a ponente dalle vette dei colli che la circondano, da cui si gode un meraviglioso panorama, che va dalle colline digradanti verso il mare, divise dal torrente serpeggiante, sino alla città, allo stretto, alla costa ed ai monti di Calabria, ricadeva fuori dell’abitato ed aveva destinazione agricola, come documentano i resti di terrazzamento ed una mandria ancora in attività. Non mancano tracce di abitazioni antiche ed è in particolare rilievo una grande  villa settecentesca costruita in posizione dominante sul torrente; la casa è preceduta da un portico su colonne intonacate ed è dotato sul retro di un corpo di fabbricati rustici in cui è inserita una semplice cappella databile alla metà del secolo scorso.
In questo pio luogo, centro di devozione verso la SS.  Vergine, in mezzo al verde della selva circostante, si respirano tranquillità e pace, ed un senso di pietà pervade l’anima; la memoria ci riporta ad esempi e figure di santi religiosi che per lungo tempo vi abitarono.
L’origine del culto per la Madonna di Trapani, si perde nella leggenda e nella tradizione.






LEGGENDA POPOLARE DELLA VALLATA “ SAN   LEONE “


Parlando con le persone anziane della Vallata  S. Leone o S. Leo, si apprende con grande curiosità una storia  tramandata di padre in figlio sulla venerabilità della Statua Miracolosa della Madonna di Trapani in Messina.

Si narra che i Padri Cappuccini, giunti a Messina tra gli anni 1531 e 1540, si stabilirono nella valle del torrente, prendendo possesso di una Chiesetta (cappella) patronale, (di cui purtroppo non rimane che un’esigua traccia), che si trova sul lato sinistro del torrente, a 200 metri dall’attuale campo del   “ CONI ”, di proprietà della famiglia Comedini nobili catanesi, ed oggi della famiglia Destro.

I Cappuccini, giunti a conoscenza del fatto che in cima alla valle esisteva un eremo funzionale, che custodiva in una nicchia una Statua della Madonna col Bambino, decisero di requisirla e di collocarla nella loro chiesetta.

Da qui il miracolo : durante la notte, la statua scomparve ricomparendo proprio nella nicchia di origine.

Pensando che fosse stata sottratta dagli eremiti, i Cappuccini andarono a riprenderla, ma per la seconda  volta essa scomparve per poi riapparire nel vecchio sito.

Tale situazione durò per alcuni giorni, creando discordie tra Eremiti e Padri Cappuccini. Questi ultimi si misero in guardia e scoprirono con grande stupore che  durante la notte   avveniva un vero e proprio miracolo; la Madonna evidentemente non voleva stare in quella cappella : come Sua dimora aveva scelto la nicchia dell’eremo sulla collina a Lei consacrato.

I Cappuccini capirono la situazione : colpiti dall’episodio, decisero di trasferirsi anch’essi  in quel luogo santo, dove edificarono ed abitarono l’attuale Santuario, officiando per alcuni anni le loro funzioni religiose.

Sparsa la voce del miracolo per tutta la città, quella collina divenne meta di molti pellegrini, i quali venerarono con  fede la Madonna chiedendo il Suo aiuto.

Con grande  gioia per tutti i fedeli, la Madonna ricambiava compiendo dei miracoli.

In realtà, il 25 marzo 1943, dopo l’elezione a parrocchia di Tonnarella di Furnari (parrocchia dedicata alla Madonna di Trapani), quella piccola statua marmorea della Madonna, fu richiesta con insistenza dal Parroco Andrea Isgrò.

Il parroco di Ritiro, che allora reggeva il Santuario, acconsentì alla richiesta e donò alla nuova Parrocchia la statuetta, oltre ad una campana in bronzo.


Si narra che i Padri Cappuccini, giunti a Messina tra gli anni 1531 e 1540, si stabilirono nella valle del torrente, prendendo possesso di una Chiesetta (cappella) patronale, (di cui purtroppo non rimane che un’esigua traccia), che si trova sul lato sinistro del torrente, a 200 metri dall’attuale campo del   “ CONI ”, di proprietà della famiglia Comedini nobili catanesi, ed oggi della famiglia Destro.
I Cappuccini, giunti a conoscenza del fatto che in cima alla valle esisteva un eremo funzionale, che custodiva in una nicchia una Statua della Madonna col Bambino, decisero di requisirla e di collocarla nella loro chiesetta.
Da qui il miracolo : durante la notte, la statua scomparve ricomparendo proprio nella nicchia di origine.
Pensando che fosse stata sottratta dagli eremiti, i Cappuccini andarono a riprenderla, ma per la seconda  volta essa scomparve per poi riapparire nel vecchio sito.
Tale situazione durò per alcuni giorni, creando discordie tra Eremiti e Padri Cappuccini. Questi ultimi si misero in guardia e scoprirono con grande stupore che  durante la notte   avveniva un vero e proprio miracolo; la Madonna evidentemente non voleva stare in quella cappella : come Sua dimora aveva scelto la nicchia dell’eremo sulla collina a Lei consacrato.
I Cappuccini capirono la situazione : colpiti dall’episodio, decisero di trasferirsi anch’essi  in quel luogo santo, dove edificarono ed abitarono l’attuale Santuario, officiando per alcuni anni le loro funzioni religiose.
Sparsa la voce del miracolo per tutta la città, quella collina divenne meta di molti pellegrini, i quali venerarono con  fede la Madonna chiedendo il Suo aiuto.
Con grande  gioia per tutti i fedeli, la Madonna ricambiava compiendo dei miracoli.

In realtà, il 25 marzo 1943, dopo l’elezione a parrocchia di Tonnarella di Furnari (parrocchia dedicata alla Madonna di Trapani), quella piccola statua marmorea della Madonna, fu richiesta con insistenza dal Parroco Andrea Isgrò.

Il parroco di Ritiro, che allora reggeva il Santuario, acconsentì alla richiesta e donò alla nuova Parrocchia la statuetta, oltre ad una campana in bronzo.


               





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